ERAVAMO
BAMBINI ABBASTANZA
Carola
Susani
Minimum Fax
Pagg 211 euro 13,50
Molto forte,
molto buono. Un libro diverso. Uno che non ti serve, come molti,
per passare il tempo e sopportare la vita. Un libro che fa
davvero il suo mestiere. Molto bene.
Non so, personalmente, se sarei stata in grado di proseguire la
lettura, se non fosse chiaro fin dal prologo che l’avventura è
finita e il bambino che ce la racconta è tornato a casa. E
tuttavia c’è già subito all’inizio la frase allarmante che darà
il senso a tutta la storia: forse, dice Manuel, “la vita vera
era quella”.
E’ la storia di un gruppo di bambini rapiti che attraversano
l’Italia per quanto è lunga, scendendo fino a Roma dal confine
triestino, dove è stato rapito il narratore: sporchi e affamati
vivono di espedienti e si contendono la predilezione del Raptor.
Una sorta di orrido re dei ladri, di pifferaio magico che li ha
presi uno per uno, in giro per l’Europa. Ma con l’aiuto degli
altri bambini. Che in quella balorda comunità sembrano aver
trovato una loro dimensione. Contorta e dolorosa. Ma fatta
propria. Se è vero che anche Manuel che è l’ultimo dei rapiti
pensa di scappare, ne ha l’occasione, ma non lo fa, fino all’
epilogo.
Poi sarà il mondo di fuori a far irruzione nella favola nera, a
spezzare le catene che non sono meno vere per il fatto di essere
immateriali. Lo leggi di corsa e ne esci in preda al turbamento.
Sono abbastanza bambini, i bambini? Le emozioni che ti restano
dentro sono ricordi confusi di fughe pensate e sognate, sono la
storia di Peter Pan (quello di Barrie, che a casa sua non ci
torna), sono i ragazzi del “Signore delle mosche”. Certo, i
bambini che chiedono la carità o rubacchiano in giro d’ora in
poi potresti guardarli con altri occhi; chiederti se sai davvero
chi sono, per esempio. O quanto credi di sapere: insomma, ne
sappiamo abbastanza?
RACCONTI
DI MARZO
Elvira
Santacroce
Libreria Dante&Descartes
Pagg 83 euro 10
La voce di donna
Elvira mescola splendori lontani e tracolli recenti, l’incanto
della villeggiatura di un altro secolo alle tragedie nascoste
dietro mura ovattate: chi potrà dimenticarsi di Gemma? Dalla via
Mezzocannone percorsa un po’ di tempo addietro con giovanile
baldanza a quella odierna, ancora ricca d’incanti. Più cauti,
più attenti.
Un a parte affettuoso ci restituisce il ritratto vivo di un
libraio gentile, che ti offre libri e scrittori, come se degli
uni e degli altri nulla ti dovesse esser negato.
Un filo narrativo, sottile ma robusto, dice destini di donne,
spesso sacrificati, a volte opachi, più di rado vincenti per
coraggio o per ventura; liberi mai.