Eventi

GENOVA PER NOI

LEGGENDOSCRIVENDO AL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DEL CRIMINE II EDIZIONE

Sabato, 18 novembre 2006
Non ho avuto nessun dubbio sul titolo da dare a questo articolo: Genova per noi, perchè davvero, per una volta, ci siamo sentiti a casa, abbiamo respirato l'aria che vorremmo respirare ogni giorno, sentito discorsi e incontrato persone che vorremmo sentire e incontrare ogni giorno. Una giornata di cultura a tutto tondo, cultura per tutti coloro che hanno voglia di guardare appena appena oltre il teleschermo.
Sotto un cielo che si sta aprendo, in mezzo ai caruggi, chiedendo disperatamente dov'è la misteriosa Piazza Stella che nessuno pare conoscere, ci sono i tre quinti della redazione di LS. Maurizio Lanteri, che essendo ligure in tutta teoria è la guida, io e Alberta. Passiamo davanti a Via del Campo e a me si stringe il cuore e si inumidiscono gli occhi. Non c'è più la graziosa, ormai caricata d'anni, ma c'è un vicolo stretto, fascinoso, che ormai è storia.
Sono già passate le undici, quand'ecco infine la piazza: è più che altro uno slargo davanti al bellissimo Palazzo Stella, rinascimentale, sede dell'associazione Satura che organizza l'evento.

Alessandro Maiucchi - Orchidea
Giovanna Bandini - Il bacio della tarantola
I DodiciSuoni e Roberta Gentile
Daniela Campasso, Vicequestore
La vostra redattrice raccoglie prove

Alex Maiucchi, che con grande tenacia ha ottenuto un prestigioso intervento, ci aspetta sulla porta, Carmen è già in sala. Tocca quasi ad Alex, ma prima di lui facciamo in tempo ad assistere a uno stacco cabarettistico del duo genovese Soggetti Smarriti: il loro motto è una frase di Chaplin, "Una giornata senza una risata è una giornata persa" e pertanto provvedono in modo egregio a non farcela perdere. Lo slogan di "Genova città che guarda al futuro", e infatti vanta l'ospedale più grande d'Europa e il cimitero più bello del mondo, così come i preoccupati aneddoti sulla sanità e le fintamente bonarie prese in giro alle amministrazioni locali, mi fan pensare che questi Soggetti Smarriti (bel nome) li troveremo presto alla ribalta nazionale.
Tocca ad Alessandro Maiucchi. Presenta il suo thriller Orchidea e si trova subito alle prese con le domande incalzanti del relatore Renato Di Lorenzo sulle piccole case editrici e il loro ruolo nella promozione di un esordiente. Non è un argomento facile, né piacevole: normalmente l'autore viene abbandonato a se stesso ma una manifestazione non è il luogo adatto a polemizzare e soprattutto non è il caso di perdere un tempo conquistato con le proprie sole forze. Pertanto è stato bravissimo Alex a glissare, portando il discorso sul suo romanzo, sull'entusiasmo e la cura con cui lui l'ha seguito a cominciare dalla scelta della copertina. Parla poi delle sue settimane negli Stati Uniti, della genesi dei personaggi e difende con forza la sua scelta di ambientare il romanzo negli Stati Uniti, che gli è stata da diverse parti contestata. Confessa di aver ricevuto anche critiche feroci, che ha preso su di sé come parte di questa esperienza. Parla infine della nuova iniziativa dei Tracciatori, il portale che si propone di dare maggior visibilità agli autori emergenti, aggregandoli e creando sinergie. Un'idea del tutto nuova in Italia come sottolinea anche l'intervistatore.
Dopo un altro intermezzo dei Soggetti Smarriti lasciamo momentaneamente la sala.
Ci buttiamo per il dedalo delle viuzze, pardon i caruggi – ho chiamato faro la Lanterna e per poco non vengo espulsa dalla città - , e tra turismo e cucina ligure ci trastulliamo epr qualche ora. La nostra mission sarebbe di ascoltare l'intervento di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi alle 18, ma consci della difficoltà di trovar posto in sala ci ripresentiamo prima delle 16. Dico subito, per non lasciare suspence, che Lucarelli e Picozzi non ci saranno (trattenuti da altri impegni) ma grazie a questa mission assistiamo a uno spettacolo – è la parola- veramente di alto livello, che ci tratterrà inchiodati a quelle sedie fino alle 20.
Quando arriviamo, sta parlando Francesco De Nicola, professore associato all'Università di Genova, che presenta la riedizione di Il Sette Bello, il primo giallo italiano di Alessandro Varaldo. Autore degli anni Trenta, venne interrotto da una legge fascista che vietava i romanzi polizieschi. Tra gli interventi letterari l'organizzazione ha previsto degli intermezzi: il primo sono i Madrigalisti, un coro che si esibisce in due canzoni francesi del XVI secolo. Seguiranno poi I DodiciSuoni, un duo di chitarre composto da Federico Brasco e Alberto Montano e dalla mezzosoprano Roberta Gentile che eseguono impeccabili arrangiamenti di musica leggera, e infine la pianista Marina Borgna.
Sul palco arriva poi Cristiano Armati, autore del saggio Quella sporca dozzina (Newton & Compton) in cui dipana la storia delle rapine a mano armata. L'autore lascia un'impressione di estrema competenza e preparazione, e per sovrappiù racconta la storia del bandito Casaroli, che con i suoi complici leggeva Sartre e Nietsche. Una storia avvincente come un romanzo, con la prima rapina a mano armata compiuta con un'auto a noleggio: siamo rimasti appesi. Ma anche Giovanna Bandini, che segue presentando il romano "Il bacio della tarantola" (Newton & Compton) cattura l'attenzione raccontando di una bellissima donna incontrata nel Salento per un attimo, quando era giovanissima e rimasta lì, sepolta nel suo immaginario per vent'anni fino a uscirne prepotente e pretendere di essere scritta in questo romanzo. Che i personaggi abbiano la loro voce e vivano di vita propria lo conferma anche Luca Bandini – stesso cognome di Giovanna, curiosa coincidenza – vincitore del premio Palazzo al Bosco con il romanzo Controllo totale (Marsilio). L'autore non si sbilancia sulla trama, ma parla diffusamente dell'ambiente in cui si dipana, l'Europa di oggi, con tutte le contraddizioni e le paure che suscita.
Un discorso a parte meritano i due interventi tecnici, dei quali sono personalmente grata all'organizzazione. Il primo è di Daniela Campasso, vice questore, direttore del Gabinetto regionale di Polizia Scientifica. Un intervento che ha coinvolto il pubblico – e me in particolare, che per una volta ho avuto il coraggio di non perdere l'occasione: con due colleghi ha infatti simulato una scena del crimine, e ha chiesto a due tra il pubblico di prestarsi come squadra di sopralluogo. Con grande costernazione del poliziotto, ci siamo presentate io e la giovane Valentina, in due facevamo si e no tre metri e di certo non arrivavamo al quintale. "Ho portato due taglie XL", ha lamentato riferendosi alla famosa tuta bianca con scritto Scientifica sulla schiena che infine sono riuscita a indossare. Abbiamo rilevato impronte, trovato bossoli e proiettili. Ho raccolto cicche di sigarette, capelli e ho visto una pistola dal vero. Ho anche delimitato con il nastro la scena del crimine. Ho curiosato e messo mano nella valigia della scientifica: insomma, mi mancava Grissom e basta.
L'altro intervento tecnico, che chiude la giornata, è del sessuologo Roberto Tondella, che parla dei rapporti tra potere sessuale e crimine, chiarendo con grande efficacia dialettica i confini tra la sessualità erotica e la sessualità violenta. Un intervento tutt'altro che tranquillizzante, perchè un comportamento sessuale violento inizia molto prima di dove comunemente si creda: inizia laddove l'incontro sessuale mira alla soddisfazione immediata, nel brevissimo termine, dell'individuo che pertanto non riconosce l'altro come tale, ma solo come mezzo per raggiungere la propria soddisfazione. Questo naturalmente include nel comportamento violento una casistica molto più ampia, che evolve ulteriormente verso il crimine per il bisogno di mostrare la propria riuscita sessuale come emblema di forza e di potere. I pensieri di tutti sono andati agli ultimi sconcertanti casi che hanno coinvolto giovanissimi, riportati dai media non sapremo mai quanto correttamente.
E proprio sui media, sull'informazione distorta che danno anche riguardo ai bisogni delle persone, si chiude la giornata: il presidente di Satura, Mario Napoli, ringrazia le oltre 100 persone che alle otto di sera sono ancora lì stipate in una sala ormai surriscaldata, a testimoniare il bisogno di bellezza, intelligenza e cultura che viene ostinatamente negato proprio dalla televisione e dai modelli che impone.

Grazie Satura e da Genova è tutto. Alla prossima.
Lilli Luini