PRESENTAZIONI

 

THRILLER ALLA LIBRERIA DEL GIALLO
(tutto è bene quel che finisce bene)

Milano, 24 gennaio 2008

È di scena Andrea Vitali, oggi alla Libreria del Giallo. Uno dei pochissimi autori italiani da un milione di copie, con uno stuolo di fedelissimi che ad ogni libro si incrementa. Il suo ultimo romanzo – Dopo lunga e penosa malattia, Garzanti – è un mistery, come sempre ambientato in quel di Bellano, sul lago di Como, dove Vitali vive da sempre e dove è medico condotto.
Lo presenta Luca Crovi, il noto autore di Tutte le strade del giallo, grande esperto del genere. Luca oggi compie anche gli anni, e – considerato il pubblico previsto per un autore come Vitali - tutto è pronto per una grande festa. Ma alle undici arriva una notizia ferale: Andrea Vitali è ammalato, non ci sarà.
Ho assistito in diretta a una manifestazione di professionismo: come trasformare un potenziale flop in un piacevolissimo evento. Con un giro di telefonate, si riesce a organizzare un contatto telefonico con Vitali in viva voce per le 12,45.

Mancano ancora venti minuti quando Luca Crovi prende il microfono. Il pubblico è tanto, non c’è una sedia libera. Luca inizia a intrattenerci narrando aneddoti che riguardano la sua lunga conoscenza con Vitali, iniziata molto prima che lui fosse un autore famoso, quando era addirittura il medico della sua famiglia. Racconta di Bellano, di come Vitali in realtà non si inventi niente perché la gente che si incontra assomiglia in maniera precisa ai suoi personaggi, anche a quelli che ci paiono più improbabili.

Mentre parla, entra in libreria Gherardo Colombo, l’ex magistrato di mani Pulite ora vicepresidente della Garzanti. Anche lui colto in contropiede dall’assenza di Vitali, accetta di buon grado di sedersi accanto a Luca e disquisire dell’assente, dei suoi libri, della casa editrice e anche degli aspiranti autori. Colombo confessa di ricevere un sacco di manoscritti, di conoscenti, amici, giudici, poliziotti che gli chiedono di dare un’occhiata e un parere di lettore, parere che poi – se è critico – non sempre accettano.
Interrogato in merito a un suo prossimo debutto come romanziere, ha ammesso di non credere affatto di esserne capace e che quindi non ha intenzioni né aspirazioni in tal senso.
E’ lui, all’ora stabilita, a chiamare l’assente in viva voce.

 

Vitali ha parlato delle sue storie, che nascondo dai racconti della gente, dei suoi pazienti, delle anziane soprattutto. Il lavoro di medico condotto, fatto nel luogo in cui è nato e cresciuto, ha ancora spazi di umanità e ha affermato di non pensare affatto di lasciarlo, nonostante i libri che vende.
 

“Il mio lavoro rappresenta l’unico mio incontro con le persone”, ha detto. “Io non frequento locali, non vado in giro, e quindi nel mio ambulatorio vivo il momento dell’incontro che mi permette di studiare caratteri, psicologie, di sentire storie che poi riverso nei libri”.
“Ma non ti viene mai voglia di scappare dai tuoi pazienti?, gli ha chiesto Crovi.
“Scappare, no. Nessuno qui mi chiama dottor Vitali, io sono l’Andrea, al massimo il dottor Andrea. L’unica cosa che mi dà noia è essere fermato la domenica mattina per strada con il classico approccia “già che la incontro, volevo chiederle…”. Ho smesso di andare a comprare il giornale”.
Infine si è parlato del suo prossimo libro, che si intitolerà “Almeno il cappello”. Il titolo è tratto da una storia vera: alla vigilia di un’importante esibizione della banda locale, morì il suonatore di bombardino. Decisi a sostituirlo, venne inviato un emissario a casa del morto a prendere la divisa. Scoprì che la vedova aveva rivestito il caro estinto proprio con la divisa della banda. L’emissario tornò a mani vuote, disse che non poteva certo far svestire il morto, e venne redarguito con queste parole “Almeno il cappello potevi prenderlo”.
E così si è congedato Andrea Vitali e noi si è passati a un mega aperitivo, condito di pizza, panini, tramezzini che solo a guardarli mettevi un chilo e ovviamente vino e spumante.
Un pensiero triste coglie Ambretta e me all'uscita: questo appuntamento del sabato ci mancherà...

La Libreria del Giallo chiude il 31 marzo.
Vende tutti i libri con il 30% di sconto.
Per consultare il catalogo
http://www.comprovendolibri.it/vendeanche.asp?userid=giallonoir

Libreria del giallo via Peschiera, 1 (zona Sempione/Arco della Pace)  Milano, Italy
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