NUDA, ANCORA UNA VOLTA

Nuda, ancora una volta. Un'altra
goccia di sudore scivola lungo
la schiena. I miei occhi sono chiusi

per nascondermi, dimenticarmi. Ora
come sempre, persa in un mondo
che mi appartiene. Voglio provare

a togliere quel velo che ricopre
la pelle mia, vera. Per mostrare.
Voglio uscire da quella soffitta

il cui calore mi trattiene, dentro.
Ideale di me che non esiste.
Voglio dare via la parte di me

imprigionata in una gabbia. Ora
voglio darmi a te. Voglio cantare.


Paola Prinzivalli

 
 

ALTALENA


Mostro la danza del mio dolore arcano,
dell’essere e non essere acquiescente.
Torno su tracce d’uomini passati,
cavato molto o niente ed è presente
la consuetudine che va come altalena
del dare e dell’avere, col rimpianto
di essere e non essere sovrana
di mente corpo e cuore e dei ricordi.

Tra i rami morti non ancora morti.

Arianna Sacerdoti


 

 

 

 

 

 

AUTUNNO


È il mio autunno che si veste di foglie
di giallo e rosso platanocadute
e nel lampo di un moto improvviso
mi vedo attraverso,
senza illusioni di primavera


Maria Gabriella Lugli

       
 

SPIEGARE


Ai prossimi ragazzi
Io dirò la poesia
Delle cose ritmate.

Non so come spiegare
Le regole supreme
Di un tamburo che batte,
settenario perfetto,
del mistero che prende
la mia mano che scrive
che mi fa germogliare
di parole all’istante
come quello che ho dentro
e che esprimo in un suono
in fermento potente
liscio e breve calzante

devo farci lezione
ma non so motivare
l’equilibrio creativo
di chi a scrivere vale.

Non lo insegno ma scrivo.
Se lo scrivo lo vivo.


Arianna Sacerdoti

   
 

DIALOGHI


Le mie mani trattengono
sul filo del non pensiero
stellari infingimenti

Nella vita che a morte risponde
come luce che il buio richiama
dalla pace che tutto confonde
fin nell'odio che ogni cosa allontana
Solo amore mi viene a cercare
la tua voce da sola a trovare

Lontana da ogni idea
libera dal suo moto ostinato

Liberata,
che il mio bene mi trovi distante
e rimanga all'eterno in rovina.
Affollata e affogata dai pianti
per me un'alba riderà domattina.

Cullata dal niente della parola
sedotta da un'azione
mi dormono l'anima e il tempo.

Mio bel tempo con gli occhi di bimbo
io ti afferro, ti mordo, ti stringo
poi ti tengo accucciato ai miei piedi
ma tu cresci, tu cresci, tu cresci.


Maria Gabriella Lugli

 

 

 

 

 

 

 

DESIDERI FRANTUMATI


Con la smania cosparsa sulla pelle
come la polvere di desideri
frantumati, aspetto che arrivi

un momento giusto, per smettere
di ricordarmi di te. E questa notte il mondo
è di nuovo capovolto nei miei sogni

accaldati, intrisi
di nero e vecchi ricordi. Io, mai più
potrò avere quello che tu vuoi.

Forse. Assimilate da buone intenzioni
non ci curiamo delle ferite
sempre aperte. Passeranno

i rimpianti, resterà tutto fermo
incompiuto. Altre parole
che non avremo il coraggio di dirci.


Paola Prinzivalli

   

 

 

IN FUGA


I

Poi che l'amor m'ha avuta e presa a morte
da mille vie per tutte le mie porte
chiuderne alcuna al tempo mio conviene
chiuderle forte insieme alle mie pene.

II

Com'è d'un gorgo in grida nere e sorde
che gira gira e insieme mai demorde
c'è questo vuoto che non vuol sentire
pien d'una cosa che non vuol uscire.

III

Fosse uno solo! saranno più di cento
i demoni d'inferno e di sgomento.
Fossi tu solo ti potrei fuggire
ma son sol io e il tempo mio a venire.



Maria Gabriella Lugli

 

 

 

 

 

 

 

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