Andrea Novelli e
Gianpaolo Zarini
Il thriller a
quattro mani è scienza e metodo

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini
sono due trentenni liguri, per la precisione di Savona, con vite molto
normali. Si definiscono storytellers, ovvero narratori di storie: e sono
storie molto lontane dalla loro vita di tutti i giorni.
1. So che vi siete conosciuti al tennis. So anche che gli scrittori
tanto normali non sono: tuttavia, quando due si incontrano al tennis si
dicono “giochiamo insieme” e non “scriviamo un thriller insieme”. Come è
accaduto?
Ogni volta che ci vedevamo per giocare finivamo sempre col rivolgerci a
turno la stessa domanda: “Perché non scriviamo una sceneggiatura?”. Sì,
proprio così. La nostra reale intenzione era quella di scrivere una
sceneggiatura per un film, derivante dalla nostra altra grande passione
oltre la letteratura, cioè il cinema. Per anni, l’intenzione è rimasta
condensata in quella domanda, mentre il desiderio di poterla realizzare
aumentava. Alla fine però, non sempre le cose vanno come si era
immaginato. Intorno a un tavolo, abbiamo valutato la possibilità di uno
script e alla fine, esaminando i pochi e fittizi pro e i molti contro,
abbiamo optato per il libro. Dalla celluloide alla pagina. Così è nato
il nostro primo libro, “Soluzione finale”, nell’ormai lontano 1999.
2. Avevate mai pensato di scrivere,
prima, oppure avevate proprio scritto qualcosa da soli?
Alla nostra massiccia attività di lettori, ci sono state in passato
sporadiche velleità di scrittori, limitate a brevi racconti, ad alcune
poesie dettate da un determinato stato d’animo, ma poi la cosa era
finita lì. Niente di avvicinabile ad un progetto necessario per scrivere
un vero e proprio romanzo.
3. Ed eccoci al vostro primo libro, Soluzione finale. Con il quale avete
vinto un premio importante, che significava la pubblicazione con
Marsilio. Ci raccontate tutta la vicenda?
Una volta terminata la stesura di “Soluzione Finale” è incominciata
l’avventura di trovare un editore. Abbiamo provato tutte le vie
possibili. Spedizioni in massa alle case editrici con il ritorno di
altrettante lettere standard di rifiuto. Dopo l’ennesima, abbiamo
provato allora un’altra via possibile, quella dei concorsi. Abbiamo
partecipato tra gli altri, al Premio Palazzo al Bosco organizzato a
Firenze. E in un pomeriggio di maggio abbiamo ricevuto una telefonata
dall’organizzatrice del concorso che ci comunicava di essere tra i tre
finalisti. Alla fine, era il 2003, risultammo vincitori con il nostro
medical-thriller “Soluzione finale”. Il premio consisteva nella
pubblicazione con una casa editrice prestigiosa e storica come Marsilio,
artefice del successo degli scrittori nordici nel nostro paese come
Mankell e l’attualissimo Stieg Larsson. Sempre nel 2005, anno di
pubblicazione di “Soluzione finale”, abbiamo vinto il premio città di
Sora nel concorso un Libro per l’Estate, come migliore opera prima edita
dell’anno. Inutile dire che questi riconoscimenti hanno incrementato la
nostra voglia di raccontare.
4. Come nasce una delle vostre storie? Ci raccontate un po’ la genesi
dell’idea? E poi… preparate la trama, fate la cosiddetta scaletta alla
quale attenersi oppure navigate a vista?
Una storia può nascere da una notizia, da un articolo di giornale, da un
incontro con una persona come è stato per “Soluzione finale”. Spesso
nasce dalla casualità. Magari si sta pensando a un determinato progetto,
poi esce quella scintilla che ti spinge in un'altra direzione e si
dimostra migliore di quella a cui pensavi. Per ora, i nostri libri hanno
sempre un tema scientifico alla base, ben radicato nella realtà.
Una volta che si ha la storia, anche per il fatto di scrivere a quattro
mani, come tu ben puoi sapere, si è quasi obbligati ad avere un certo
metodo di lavoro. Noi come gli autori americani usiamo “la scaletta”,
ovvero frammentiamo la storia in punti chiave e poi andiamo a rinsaldare
la trama, in maniera tale che alla fine ci sia un’omogeneità del tutto.
Fatto questo, pensando di avere creato una struttura solida, la
dividiamo nei capitoli che andranno poi a costituire il romanzo stesso,
facendo attenzione a costruirli in maniera tale da non far scemare mai
la tensione. A questo punto, inizia la parte onerosa, ovvero la ricerca
del materiale. Inizia dalle biblioteche, cerchiamo quando si può di
avvalerci di consulenti in determinate materie, consultiamo con cautela
la rete. Contemporaneamente, sviluppiamo a parte i personaggi,
caratterizzandoli dal punto di vista fisico, psicologico, caratteriale
per avere alla fine delle persone e non degli stereotipi.
Prima di partire con la scrittura vera e propria trascorrono parecchi
mesi per ricerche e costruzione.
Fatto ciò passiamo finalmente alla scrittura vera e propria dividendoci
i punti del capitolo secondo le sensazioni del momento, finendo poi con
una correzione a lettura incrociata per amalgamare e creare un unico
stile di scrittura. Per fortuna, le cose vanno spedite grazie alla posta
elettronica.
5. Siete sempre in totale sintonia oppure dovete discutere molto,
accordarvi, trovare quello che è un immaginario comune?
Con il nostro metodo di lavoro è molto difficile, impossibile, dal
momento che abbiamo già tutto delineato e chiaro. Con gli anni poi,
abbiamo acquisito una sorta di telepatia, finendo col pensare situazioni
del tutto simili.
6. Che lettori siete? Quando, come, cosa leggete?
Onnivori. Leggiamo qualsiasi cosa, sia per la passione della lettura,
sia per rimanere aggiornati e perché no, trovare qualche buono spunto
per creare nuove storie. Inutile dire che i gialli, i thriller ed ogni
altra sfumatura del genere rimangano i nostri preferiti.
7. Prossimi progetti?
Proprio quest’anno è uscito il nostro secondo libro, “Per esclusione”
sempre edito da Marsilio. Inoltre è stato pubblicato il racconto
“American Istanbul” sul secondo volume dell’antologia “Anime Nere”
(Anime Nere Reloaded) uscita per gli Oscar Mondadori.
Per il futuro c’è in ballo la pubblicazione di un paio di racconti in
antologie diverse sempre per Mondadori, ma non sappiamo ancora quando.
Nel 2009 dovrebbe uscire un progetto sperimentale per la collana i
Gialli Mondadori curata da Alan D. Altieri.
Il nostro terzo libro è in valutazione e siamo in attesa.
Incrociamo le dita…
In bocca al lupo, allora, e a
presto.
(Intervista
a cura di Lilli Luini).
note:
cliccando sulle copertine si possono leggere brevi presentazioni dei due
romanzi
sito internet degli autori:
http://www.novellizarini.it/