PANORAMA EMERGENTI  ESORDIENTI  OPERE PRIME  CASE EDITRICI MINORI

 

 

IL SUONO SACRO DI ARJIAM

 

Daniela Lojarro

Edigiò

pagg. 704 euro 25

 

«È al cammino che hai davanti che devi guardare, non a quello che hai già compiuto. Il Suono Sacro è la Conoscenza. In esso troverai la via per sollevare il velo che nasconde la verità immutabile.»
Per il regno di Arjiam si profila una terribile minaccia: il nobile Mazdraan, affascinante Primo Cavaliere del Re, ha scoperto che, all’avverarsi di determinate condizioni astrali, potrà ottenere il controllo assoluto sulle vibrazioni del Suono Sacro, il principio creatore dell’universo, e mutare a suo piacimento la Legge che regola il ciclo della vita. Il cammino di Fahryon, neofita dell’Ordine sapienziale dell’Uroburo, sembra incrociarsi per caso con quello del nobile Mazdraan, dell’anziano saggio Tyrnahan, irriducibile avversario del Primo Cavaliere, e dell’ingenuo e valoroso Uszrany, Cavaliere dell’Ordine militare del Grifo. Durante la sua iniziazione ai misteri del Suono Sacro però, Fahryon comprenderà il suo ruolo nella vicenda in cui si è trovata coinvolta e, dopo averlo coscientemente scelto, deciderà di sviluppare le sue doti e di trasformare le sue apparenti debolezze nell’arma vincente per impedire che il Mondo precipiti nel caos. «Il Suono Sacro di Arjiam» è un fantasy centrato sul mistero del suono, sulla sua potenza, sulla sua bellezza e il suo legame con noi tutti. La storia è ambientata in Arjiam, un mondo fantastico ma con radici mediterranee e medio-orientali dove il Suono svolge il ruolo di Principio da cui tutto procede e a cui tutto ritorna, un’Unità che concilia in Sé Morte e Vita, Suono e Silenzio, Luce e Oscurità. Ne «Il Suono Sacro di Arjiam» L’autrice si è concentrata sulle relazioni umane, sulla difficile evoluzione e crescita dei personaggi confrontati alle domande che ogni giovane si trova ad affrontare quando si affaccia alla vita adulta, sulla relazione tra scienza (qui simboleggiata dal potere immenso della magia) ed etica, sulla convivenza fra mondi culturali apparentemente lontani e inconciliabili. Temi che si ricollegano direttamente al titolo del libro a quel Suono e a quell'Armonia che nel nostro mondo significano sapersi ascoltare, ascoltare e quindi comprendersi, andare verso l'Altro.
 

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ANELLI DI FUMO

 

Ario Gnudi
Pendragon
Pagg. 215 euro 14,50

Tra spiagge romagnole, campi da calcio e osterie bolognesi, seguiamo le vicende di uno studente irrequieto e un po’ ribelle alle prese con le gioie e i dolori di una stagione della vita entusiasmante e complessa. I primi amori, le scorribande con gli amici e le feste domenicali nei salotti buoni: il racconto privato di un’educazione personale e sentimentale si fa anche spaccato della cultura italiana del boom economico, con tutte le speranze, i desideri e le contraddizioni che ha portato con sé; fino ad approdare a un ’68 inedito, quasi intimo, vissuto nella delicata fase di passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Sullo sfondo, a fare da contrappunto alla narrazione, sono costantemente evocate, quasi fossero anch’esse protagoniste della storia raccontata, le glorie della musica, del cinema e dello sport di quegli anni indimenticabili per chiunque li abbia davvero vissuti.

Recensioni. Dal sito Feltrinelli.it

"Obbligatorio leggere Anelli di fumo per chi ha avuto la fortuna di vivere a Bologna negli anni '60 e piacevolissimo anche per chi, come me, non l'ha vissuta ma ne ha sempre sentito parlare... Un amarcord quanto mai riuscito su Bologna, i bolognesi e la sua vita, scritto egregiamente e non esagero dicendo che sicuramente è tra i libri più importanti e divertenti che sia uscito negli ultimi anni scritti sulla nostra bella città".

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LA MORESCA E LA PANTERA

 

La mia propensione all’analisi delle tematiche territoriali sotto il profilo giuridico, storico e ambientale mi porta, sovente, nel cuore di vicende che si snodano nei luoghi della nostra Penisola. Così, nell’anno 2007 mi sono trovato nel bel mezzo di una contestazione ambientalista contro le ricerche del petrolio nel Val di Noto, che hanno suscitato un clamore particolare anche a seguito dell’appello dello scrittore Andrea Camilleri lanciato sul quotidiano “La Repubblica” del 7 giugno 2007, con il titolo: “Salviamo il barocco dal petrolio”. Le questioni agitate nella società civile e gli avvenimenti relativi mi hanno subito coinvolto, al punto da indurmi al racconto delle storie del libro, sullo sfondo accattivante dei paesaggi siciliani che suscitano in me sempre profonde emozioni: perché, ritengo, la Sicilia non è solo un’appendice geografica preziosa per storia, arte e natura, ma un luogo culturale da sempre e per sempre foriero di suggestioni letterarie e poetiche.
Queste sono state le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere questo libro, del quale riporto una breve presentazione.

“La moresca e la pantera” come racconto di una storia ambientale.
Tra le ricorrenti questioni ambientali e territoriali che tormentano la nostra penisola, legate alla realizzazione delle grandi opere per la modernizzazione del Paese, alla costruzione di impianti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, per la rigassificazione e la produzione di energie rinnovabili, per l’approvvigionamento idrico e l’estrazione delle materie prime, vi è anche quella della ricerca degli idrocarburi in alcune aree del sottosuolo caratterizzate da ingenti riserve. Un singolare clamore sta suscitando negli ultimi tempi la vicenda delle ricerche di gas e di petrolio nel Val di Noto, ingarbugliata tra concessioni e revoche amministrative, ricorsi e decisioni giudiziari, cominciamenti e sospensioni di lavori, volontà istituzionali sofferte e percorsi legislativi incerti, appelli mediatici del mondo culturale e rivendicazioni dei settori produttivi, manifestazioni pubbliche di protesta e di proposta.
Sullo sfondo magico di paesaggi di luce e di mare, e delle suggestioni accattivanti di nature e di culture che impreziosiscono l’isola del sole, nel romanzo s’intreccia la narrazione di storie personali e collettive, e di fatti e misfatti che rivelano i fronti di discussione generale oggi più diffusi e significativi, quali: la difficile scelta delle comunità locali tra la tutela dei valori culturali e ambientali e le opportunità di crescita e di lavoro collegate allo sfruttamento delle risorse naturali; il persistente dibattito nel variegato mondo dell’ambientalismo, che si snoda tra variabili impostazioni fondamentaliste, realiste o possibiliste; le ansietà dell’umanità per l’equilibrio fragile della biosfera e per l’esaurimento delle risorse naturali, alimentari ed energetiche; la faticosa affermazione del diritto all’ambiente delle future comunità viventi, tra percorsi accidentati di crescita economica, di sviluppo sostenibile o durevole, di economie solidali, di opzioni zero, di decrescita.
E una domanda fondamentale rimbalza, tra le tante altre, sul palcoscenico di pietra della rinata cattedrale abbagliata dal sole troneggiante sui declivi del Meti: si può sacrificare un territorio alla conservazione dell’esistente per non cancellare una memoria storica o un’identità culturale? Si può rinunziare alla crescita sociale per non incidere ancora su una risorsa naturale esauribile e per non degradare una sembianza pregevole di paesaggio? E’ perseguibile la strada di uno sviluppo basato esclusivamente sulla fruizione ecocompatibile delle risorse ambientali e paesaggistiche di un luogo? E’ sostenibile il percorso di una economia plurale fondata sia sulla valorizzazione che sullo sfruttamento del patrimonio naturale?
In definitiva, l’antagonismo tra la moresca, specie del carrubo simbolo verdeggiante della terra del miele e del barocco, e la pantera del progresso senza limiti e della crescita irrefrenabile, finisce per diventare la metafora delle grandi questioni del nostro tempo che riguardano il pianeta che cambia, gli interessi economici e sociali contrapposti al fronte, la diversità dei valori e delle concezioni culturali in campo, le difficoltà delle scelte istituzionali, l’informazione e il controllo del sapere.

( a cura dell'autore)

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L'OMBRA DELLA SERA

 

Walter Serra
Arduino Sacco Editore
Pagg. 147 euro 15

C’è un sottile filo di speranza che lega due ragazzi giunti a un pericoloso bivio della loro vita, un filo che rischia di spezzarsi in ogni momento. Ognuno convive con un grande disagio interiore, ognuno ha una dolorosa storia alle spalle con la quale fare i conti. Questo incontro manipola i loro sentimenti e il loro destino, alternando amore, solitudine e incomprensioni. Su di essi si solleverà il delicato vento di una seconda occasione, in sella a una vecchia lambretta lanciata in un’assolata campagna toscana verso un destino incerto.

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NUDA

 

Brunella Canobbio
Edigiò – Le Giraffe
Pagg. 100 euro 12


Giulia, avvocato, si trasferisce dal Nord al Sud, per dimenticare la fine di un grande amore, ma l’amore ti accompagna ovunque tu sia e questo la protagonista lo percepisce sulla sua pelle.
Scaturiranno in lei molte domande, ma soprattutto una in particolare: “Perché ogni uomo ama in me solo la forza?” “Perché quando gli mostro la mia fragilità, non l’accetta?” “Perché non comprende che esiste IL GIORNO E LA NOTTE DI OGNI DONNA.”
In questo cammino sofferto e autolesionista verso una risposta, Giulia cercherà amore proprio nei luoghi dove amore non esiste, in una spirale di degrado personale che la condurrà da un letto all’altro.
Dalla melma in cui è invischiata ritroverà la verità dentro se stessa.
E’ un romanzo drammatico, riflessivo, di grande emozione e di immense verità, in cui molte donne si ritroveranno. Lo stile narrativo del libro è asciutto, in grado di esprimere le emozioni di Giulia senza filtri, attraverso un linguaggio immediato, che arriva dritto al cuore del lettore e dialoghi intimistici che fanno trasparire i dubbi, le paure e le certezze che attraversano l’animo della protagonista nel suo percorso…

(presentazione a cura dell'autrice)

 

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OVER AGE - Apocalittici e disappropriati

 

AA.VV. - a cura di Giulio Milani
Transeuropa Edizioni
pagg. 240 - Euro 16,50


Diciassette scrittori esordienti over 65, diciassette storie che hanno per tema una condizione contesa fra quotidianità di sentimenti e di ricordi e aspirazione ad affrontare nuovi progetti e avventure. Un’intonazione palpitante e mai pacificata, «apocalittica» come può essere la scoperta di non avere più molti anni di vita davanti, e che le doti di serenità e saggezza che si attribuivano alla vecchiaia, se mai esistono, sono ancora tutte da conquistare.
Un libro inaspettato e ricco di spunti e di vicende anche biografiche sorprendenti, una vera e propria «educazione sentimentale» alla vecchiaia, fra notti d’amore nei musei, viaggi in paesi sconosciuti, cubane dai seni commoventi e contrabbandieri di valute, omicidi sognati e violenze rimosse, tradimenti, illusioni d’amore e disinganni, detective improbabili e neo-eremiti. (dal sito della casa editrice)

 

leggi la presentazione su "Il Venerdì di Repubblica"

 

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IL DODICESIMO QUADERNO

 

Giuseppe Bovo
La Meridiana Editore
pagg. 72 - Euro 12,00


Etty Hillesum, ebrea olandese, 29 anni nel 1943, tra il marzo del 1941 e l’ottobre del 1942 scrive, “costretta” dal suo psicoterapeuta che sarà ben presto suo amante, il Diario del suo percorso interiore da una situazione depressiva e di disturbi psicosomatici a un equilibrio interiore molto profondo. Questo percorso la porta, tra l’altro, a decidere di non scappare (ha più di un’occasione per farlo ma le rifiuta con ostinazione) dall’operazione di sterminio messo in atto dai nazisti scegliendo di condividere fino in fondo la sorte degli ebrei olandesi.
Il 7 settembre 1943 è deportata ad Auschwitz dove muore il 30 novembre 1943.
Fino all’ultimo, in treno per Auschwitz, scrive quello che pensa e vive: la sua ultima testimonianza è un biglietto postale che indirizza a un’amica e butta fuori dal finestrino. Una mano sconosciuta lo raccoglierà e lo farà pervenire all’amica.
Beppe Bovo immagina che, negli 83 giorni in cui vive ad Auschwitz, Etty possa continuare a scrivere il suo diario. Ne “Il dodicesimo quaderno” troviamo i “suoi” ultimi pensieri. Sconvolgenti, come nel Diario, perché lontani da ogni forma non solo di odio ma anche di rancore, perché pieni di un’estrema compassione verso tutti, carnefici compresi.
 

http://www.lameridiana.it/Default.aspx?TabId=61&isbn=9788861531024

 


 

IL GIARDINO IRRAGGIUNGIBILE

 

Caterina Saracino
Enrico Folci Editore
pagg. 259 - Euro 10,00


Quanto conta l'immagine che diamo agli altri? L'amore platonico è davvero un giardino irraggiungibile?
Elia Dori, trentenne affascinante e sicuro di sè, è abituato a relazioni che lo coinvolgono solo nel corpo e mai nel cuore. L'incontro con Sharbat, una diciottenne pura e dalla personalità fragile, scatena in lui un sentimento travolgente, ma del tutto privo di implicazioni erotiche. Il suo è un amore viziato nel presupposto, perchè indirizzato all'immagine, e non alla vera essenza di lei. Per Elia, diviso tra la passione carnale che ha sempre nutrito per le donne e l'amore contemplativo per l'irraggiungibile Sharbat, inizia un grande conflitto interiore, che sembra accomunare il suo destino a quello del padre, che ha scelto di sposare la madre dei suoi figli pur amando un'altra donna. Quando Sharbat comincerà a manifestare le sue prime pulsioni sessuali, Elia ne resterà sconvolto e le sue azioni incideranno sull'esistenza propria e della ragazzina. Finale inaspettato.


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blog: http://blog.libero.it/caterinasaracino
 

 


 

CON IMMUTATO AFFETTO - CRONACHE

 

Alessandra Casaltoli
Albalibri Edizioni 2009
Pagg. 149 – Euro 10,00

Il libro è una raccolta di racconti brevi che hanno però un filo conduttore che li unisce. Negli undici testi che compongono la raccolta ciascuno degli argomenti è solo un pretesto per tracciare i percorsi esistenziali di vite altrimenti perdute per la storia, e forse recuperabili solo attraverso le puntuali registrazioni di cronache come queste, sempre in bilico fra passato e presente e fra pubblico e privato. Sfondo costante delle prose è in modo pressoché costante la regione in cui l’autrice è nata e vissuta, la Toscana: una Toscana che appare qui molto lontana dalla sua versione più oleografica ed esteriore, come terra di civiltà impreziosita dai suoi inestimabili patrimoni d’arte e di cultura. È invece una Toscana quotidiana, popolata da gente semplice ma di gran carattere, sensibile e arguta come poche, quasi una prosecuzione di quella che ci hanno consegnato i grandi narratori realistici tra Otto e Novecento, da Renato Fucini a Federigo Tozzi. E in particolar modo si avverte in certi racconti, proprio la lezione di un grande narratore come Tozzi, capace di rendere più di ogni altro il vissuto di personaggi umili e a volte degradati, ma sempre declinati con un’obiettività mai disgiunta dalle ragioni del cuore (ovvero, per usare termini tozziani, dalla “verità del (...) sentimento”). E in effetti è proprio il sentimento di “immutato affetto” che anima e rilega le prose di Alessandra Casaltoli e che consente alle memorie così diverse di ciascun protagonista di svolgersi quasi in un unico pacato discorso, che diviene pertanto collettivo e individuale al tempo stesso. Grazie ad un simile fil rouge le microstorie qui raccolte in volume compongono un quadro in cui gli affetti violenti e le difficoltà della vita quotidiana, con il suo portato di umiliazioni pubbliche e private, di affetti e di piccole o grandi gioie, si confermano e si placano in una scrittura memoriale che appare sempre sospesa in un gioco continuo di confessione e autoassoluzione: è qui ben rappresentata, senza reticenze, la vita che conduce al superamento di se stessi e che dunque non ammette reali ritorni al passato, nemmeno sotto l’umanissima forma del rimpianto. Ma è quella vita stessa che ci fa guardare indietro con non tenera indulgenza, e con l’affetto un po’ stranito - ma immutato - di chi si accorge, quasi si stupisce, di aver vissuto.

 

per acquisti: vendite@albalibri.com


 

IL FIORE DEGLI ABISSI

 

Leonilde Bartarelli
Montag

pagg. 204 € 16

Pirati barbareschi, pescatori di corallo, galee di schiavi e dame affascinanti si muovono in un angolo di terra e di mare che ha il sapore del Mediterraneo nel XVI° secolo. In un’isola di confine tra il mondo occidentale e quello islamico, uno schiavo liberato e il suo aguzzino, diventato a sua volta schiavo, si alleano per dedicarsi alla pesca del corallo e arricchirsi all’insaputa di tutti.
Alla testa di un pugno di contrabbandieri dovranno fare i conti con la guerra che da sempre infiamma la loro regione e con le macchinazioni dei potenti, mentre equivoci, agguati, rapimenti, inganni, incontri con dame conturbanti e ragazze travestite, cementeranno la loro amicizia.
Sullo sfondo il mare e il fascino che una storia di pirati e tesori sempre ha nel nostro immaginario.
Un romanzo straordinario, che fin dalle prime righe ci prende e ci porta via.
Il maestrale gonfiava la vela nera spingendo la feluca al gran lasco, in una corsa sfrenata nel buio della notte. Le luci sfuocate della costa tremolavano incerte, sparse nella massa scura che si allontanava sempre più, finché sparirono quando doppiammo il promontorio.
È una pazzia, pensai per l’ennesima volta mentre gridavo a Tredita di stringere i fiocchi.
Non c’era luna e le nuvole coprivano le stelle. Soltanto la pratica e l’abilità ci facevano trovare al primo colpo cime e agganci, ma non era questo che mi preoccupava. Buio e vento da nord ovest in quel momento rappresentavano la nostra salvezza: tenebre per non essere visti e velocità per portare a termine la missione in fretta. Era la notte ideale per sfidare la fortuna, la notte ideale per rischiare la pelle.
Sentivo i gentiluomini borbottare a prua. Ci avrebbero pagato bene, se restavamo vivi. Almeno questa era la promessa. Se restavamo vivi…
Strinsi le mani sulla barra del timone; il Fiore degli Abissi era l’unica barca adatta a tentare l’impresa: veloce, fidata, leggera. E noi l’unico equipaggio abbastanza audace. Anche se nessuno sapeva sul serio quanto lo fossimo in realtà.


Il blog http://www.ilfioredegliabissi.com/

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TU CONTINUA A PENSARMI

 

Alfonso Mormile

Arduino Sacco Editore, 2009

pagg. 96 - Euro 10,00

 

Un uomo e il suo mondo.L’universo da stringere tra le mani come un giocattolo. L’esistenza altrui, un piacevole passatempo, un concetto che nega ogni interesse per le vicissitudini del prossimo, uno svago senza limiti. Un mondo che si ricrea ogni istante, a piacimento, come creta nelle mani di un vasaio maldestro. Una realtà che si sgretola ad ogni battito di ciglia, che scompare sopraffatta dal cinismo incontrollato del protagonista, per poi ricostruirsi quando il cuore comincia a desiderare ciò che non potrà mai avere.
Meglio allora progettare un futuro per l’altro, prenderlo per mano e condurlo alla meta riorganizzando un nuovo mondo. Dietro il disprezzo si nasconde un uomo capace di sacrificarsi per donare ancora tempo a chi è capace di viverlo.

Un libro piacevole, scorrevole, scritto bene, andatura in crescendo. SIntrigante la sovrapposizione di immagini che riporta agli umani pensieri quando si affollano nella mente sovrapponendosi al momento vissuto. In realtà una lettura fatta col cuore può comprendere che Mormile lancia un indizio su qualcosa che non tutti sanno di possedere e sviluppano (S.Berriolo)
Una storia straordinaria, narrata con le parole che solo l’Anima sa trovare e un ritmo narrativo che cattura subito e che lascia sorpresi e senza fiato per la capacità di far slittare i piani temporali di quel “non-tempo” che il protagonista ha, suo malgrado, creato sia pure nel nulla assoluto della sua esistenza. Un capolavoro di equilibrio, di toni, di atmosfere. (P. Varriale)
Il libro riesce a generare un vortice che avviluppa il lettore non concedendogli tregua se non all’ultima pagina dove esplodono le ultime battute dei protagonisti di questo beffardo gioco interdimensionale.(T. Perrone)
 

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Il blog: http://alfonsomormile.wordpress.com/

 

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