PER ABEER

Opera nata dalla storia di Abeer Qassim Hamza al-Janabi.

 

Le favole sono sommerse dalla polvere,

dalla violenza che consuma i diari.

Una bambola di porcellana precipita

ed un piede ne calpesta la dignitą, l’ingenuitą, la speranza.

La porta si spalanca con rabbia

e sento la tua paura sulla mia pelle.

Iniziano a toccare tre le urla silenziose,

le lacrime si prosciugano nel dolore

e la violenza consuma, corrode lo spirito.

Fuori la calma, tra le mura l’inferno.

L’odore di whisky sui vestiti, nei sospiri.

Senti il sudicio odore del sesso,

le gambe sono stanche … aperte e tremanti,

seviziate da un piacere sconosciuto.

L’aria sovrasta corpi senza vita,

entra indisturbata, circonda la follia

e non smette di tormentare, di cercare.

Resta il silenzio … su quel letto che raccoglie un corpo.

Le mani curiose si allontanano,

gli occhi spalancati sul soffitto sono spenti,

nell’intimo l’odore pungente della loro pelle

e un’arma puntata contro il tuo viso.

Lo sparo …

il silenzio …

le fiamme …

A  Mahmoudiya non si respira pił,

non si dorme pił,

non si vive pił. 

 

Mariacarmela Ribecco 

 

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