CONSPIRATA
Robert
Harris,
Mondadori
Pagg. 442 - Euro 20
Roma, 63 a.C. Alla vigilia dell’insediamento di Cicerone come console, un
cadavere orrendamente mutilato viene ritrovato nelle acque del Tevere. Il
malcontento serpeggia nella Repubblica, che sta per vivere uno dei momenti
più bui della sua storia. Che sta per morire.
Non mi ricordo chi ha detto questa frase: l'idiota legge di libri di storia
sperando in un finale a sorpresa. Sarebbe da aggiungere: uno scrittore che
riesce a narrare cose arcinote coinvolgendo, allora, è davvero bravo.
È il caso, secondo me, di Robert Harris, che con questo libro (secondo
romanzo sulla vita di Cicerone) racconta l’anno della congiura di Catilina e
ciò che seguì sino all’esilio del celebre oratore. Il libro cattura e, come
nei romanzi storici davvero ben riusciti, i grandi uomini del passato
riprendono vita, con tutto il loro spessore umano, lasciando finalmente da
parte l’immagine ingessata che è nota dai libri scolastici. Consigliato a
tutti: a chi ha odiato quel periodo storico, per cambiare idea, e a chi lo
ama, per godersi questa notevole rievocazione. Inoltre, si tratta di un
grande "saggio" sulla politica.
Unici nei: i discorsi di Cicerone sono ripresi pari pari dal latino, creando
così una leggera stonatura tra i dialoghi inventati e forme espressive che
non sono del tutto condivisibili da parte del lettore contemporaneo; si nota
infine una parziale mancanza di emotività, soprattutto verso il finale,
figlia però del racconto in prima persona (effettuato da Tirone, segretario
dell'Arpinate) e del racconto non terminato (essendo secondo volume di una
trilogia).
Silvio Quarantotto