Grande pienone per
la serata del 22 luglio scorso “4 chiacchiere con…” a Diano
Marina, dedicata a Libereso Guglielmi, personaggio amatissimo
nella sua Liguria e non solo. Piazza Pisani gremita con molta
gente in piedi per un incontro tra i più lunghi e affollati fin
qui registrati, grazie anche alla simpatica dote di affabulatore
nato del nostro Libereso.
“Il giardiniere di Calvino”, soprannome che ormai gli appartiene
da una vita, è nato a Bordighera nel 1925 e vive a Sanremo: uomo
solare, vegetariano da tre generazioni, a ottantaquattro anni
sfoggia una candida e selvaggia criniera leonina, una mente più
che lucida e modi gentili, affascinanti e semplici che subito
conquistano anche chi non lo conosce.
Il compito, non facile, di introdurre Libereso e le sue opere
scritte, è stato svolto dalla giovane e simpatica coltivatrice
diretta albenganese Laura Isnardi, anche se lui, con la sua
sciolta parlantina e le sue mille e mille storie da raccontare,
non avrebbe nemmeno bisogno di una ‘spalla’.
E risponde così a molte domande, sull’origine del suo nome, ad
esempio “Mi chiamo Libereso perché mio padre, cultore
dell’esperanto, diede a noi figli nomi ispirati a ideali
libertari: mio fratello Germinal, mia sorella Omnia”.
E sull’appendice, che regolarmente viene accostata al suo
nome,‘il giardiniere di Calvino’ così racconta: “Ero solo un
ragazzo quando con mio fratello cominciai a lavorare per Mario
Calvino, il padre di Italo: lui era già famoso in tutto il mondo
per i suoi studi di botanica che conduceva in tutto il mondo con
la moglie, anche lei botanica, Eva Mameli, prima donna in Italia
a ottenere la libera docenza, di cui si invaghì prima ancora di
incontrarla di persona, sedotto dai suoi studi di genetica e
fitopatologia. Nel tempo, essendo rimasto a lavorare a lungo con
lui, mi hanno dato questo soprannome”.
Alla corte dei Calvino, Libereso si è formato divenendo così un
grandissimo conoscitore di piante. Una formazione che egli ha
proseguito negli anni soggiornando a lungo in Inghilterra (paese
in cui ha anche trovato moglie…) dove per 12 anni è stato capo
giardiniere di uno dei più importanti giardini, quello di
Middleton House e dove ha goduto dei consigli e dell’amicizia di
Edward Augustus Bowles, uno dei più grandi giardinieri del XX
secolo.
A Sanremo Libereso è tornato dopo aver girato il mondo per
curiosità: dopo aver lavorato in Inghilterra, infatti, ha
impiantato coltivazioni di orchidee nel Cilento e fatto il
“giardiniere bancario” nel grande parco di una banca in Brianza.
Parla dei semi di calendula che sembrano insetti e dei fiori che
ha incontrato sui sentieri delle montagne indiane attraversati
con la figlia, in un viaggio che lo ha portato a incontrare il
Dalai Lama e tanta gente che è libera nello spirito, come lui,
in armonia con la natura e sprezzante dei falsi valori e delle
apparenze.
Ma che fa ora Libereso, alla sua bella età? “Mi godo la
pensione. Passo molto tempo nelle scuole di tutta Italia per
raccontare ai ragazzi come si fa a trovare nella natura risorse
di creatività, libertà e tolleranza. Insegno con le parole e con
il disegno che il giardinaggio è prima di tutto osservazione e
ricerca di bellezza. Di solito mostro loro le venti piante che
assolutamente non devono utilizzare perché velenose; le altre
sono tutte fonte di beneficio e nutrimento per gli esseri umani”
Mentre
parla a ruota libera, nei suoi discorsi si possono cogliere
frasi da meditazione quasi zen del tipo “I sensi devono essere
fini, se si vuol sopravvivere”, “La città distrugge la natura e
i nostri sentimenti per la natura” e “Se non scendiamo verso i
bambini e non saliamo con loro, che guaio!”.
A ogni sua personale esperienza vissuta trova sempre una sintesi
morale e, quando parla delle molte civiltà incontrate nei suoi
viaggi afferma senza esitazione: “Se alcuni dei paesi che ho
visitato sono considerati terzo mondo, il nostro è il decimo”.
Una ferma nota critica la esprime con gentilezza verso chi ha
trasformato Sanremo nella “capitale delle palme” e ha ordinato
di segare una grande Acacia farnesiana mentre era in piena
fioritura e ora vuole abbattere 220 pini perché causano danni
all’asfalto...
Sulle sue mille attività (ha un nuovo libro in fase di
pubblicazione) confessa ”Io sono un ladro di ore: vado a dormire
alle 2 e dormo quanto basta”. Di pettegolezzi non ne vuole
sentire e risponde con un saggio “basta prendere ciò che di
buono c’è negli altri, il resto lo buttiamo dietro le nostre
spalle, è meglio così”.
Guglielmi ha raccontato parte della sua vita nel corso di questa
bella e calda serata estiva ma anche a Ippolito Pizzetti
(architetto, poeta e scrittore, scomparso nel 2007, figlio del
musicista e compositore Ildebrando) in Libereso, il giardiniere
di Calvino (Franco Muzzio editore).
Non dimentichiamo di citare però l’interessante Oltre il
giardino. Le ricette di Libereso Guglielmi (Edizioni
Socialmente), dove troviamo curiose e gustose indicazioni per
preparare stuzzicanti manicaretti con fiori di borragine e
sambuco, papaveri rossi, rose, datteri, kaki, ortiche e molto
altro ancora…
Viviana Spada