scrittori sotto le stelle
Incontri d'estate a cura di Viviana Spada
22 LUGLIO 2009: libereso guglielmi
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Grande pienone per la serata del 22 luglio scorso “4 chiacchiere con…” a Diano Marina, dedicata a Libereso Guglielmi, personaggio amatissimo nella sua Liguria e non solo. Piazza Pisani gremita con molta gente in piedi per un incontro tra i più lunghi e affollati fin qui registrati, grazie anche alla simpatica dote di affabulatore nato del nostro Libereso.
“Il giardiniere di Calvino”, soprannome che ormai gli appartiene da una vita, è nato a Bordighera nel 1925 e vive a Sanremo: uomo solare, vegetariano da tre generazioni, a ottantaquattro anni sfoggia una candida e selvaggia criniera leonina, una mente più che lucida e modi gentili, affascinanti e semplici che subito conquistano anche chi non lo conosce.
Il compito, non facile, di introdurre Libereso e le sue opere scritte, è stato svolto dalla giovane e simpatica coltivatrice diretta albenganese Laura Isnardi, anche se lui, con la sua sciolta parlantina e le sue mille e mille storie da raccontare, non avrebbe nemmeno bisogno di una ‘spalla’.
E risponde così a molte domande, sull’origine del suo nome, ad esempio “Mi chiamo Libereso perché mio padre, cultore dell’esperanto, diede a noi figli nomi ispirati a ideali libertari: mio fratello Germinal, mia sorella Omnia”.
E sull’appendice, che regolarmente viene accostata al suo nome,‘il giardiniere di Calvino’ così racconta: “Ero solo un ragazzo quando con mio fratello cominciai a lavorare per Mario Calvino, il padre di Italo: lui era già famoso in tutto il mondo per i suoi studi di botanica che conduceva in tutto il mondo con la moglie, anche lei botanica, Eva Mameli, prima donna in Italia a ottenere la libera docenza, di cui si invaghì prima ancora di incontrarla di persona, sedotto dai suoi studi di genetica e fitopatologia. Nel tempo, essendo rimasto a lavorare a lungo con lui, mi hanno dato questo soprannome”.
Alla corte dei Calvino, Libereso si è formato divenendo così un grandissimo conoscitore di piante. Una formazione che egli ha proseguito negli anni soggiornando a lungo in Inghilterra (paese in cui ha anche trovato moglie…) dove per 12 anni è stato capo giardiniere di uno dei più importanti giardini, quello di Middleton House e dove ha goduto dei consigli e dell’amicizia di Edward Augustus Bowles, uno dei più grandi giardinieri del XX secolo.
A Sanremo Libereso è tornato dopo aver girato il mondo per curiosità: dopo aver lavorato in Inghilterra, infatti, ha impiantato coltivazioni di orchidee nel Cilento e fatto il “giardiniere bancario” nel grande parco di una banca in Brianza.
Parla dei semi di calendula che sembrano insetti e dei fiori che ha incontrato sui sentieri delle montagne indiane attraversati con la figlia, in un viaggio che lo ha portato a incontrare il Dalai Lama e tanta gente che è libera nello spirito, come lui, in armonia con la natura e sprezzante dei falsi valori e delle apparenze.
Ma che fa ora Libereso, alla sua bella età? “Mi godo la pensione. Passo molto tempo nelle scuole di tutta Italia per raccontare ai ragazzi come si fa a trovare nella natura risorse di creatività, libertà e tolleranza. Insegno con le parole e con il disegno che il giardinaggio è prima di tutto osservazione e ricerca di bellezza. Di solito mostro loro le venti piante che assolutamente non devono utilizzare perché velenose; le altre sono tutte fonte di beneficio e nutrimento per gli esseri umani”
Mentre parla a ruota libera, nei suoi discorsi si possono cogliere frasi da meditazione quasi zen del tipo “I sensi devono essere fini, se si vuol sopravvivere”, “La città distrugge la natura e i nostri sentimenti per la natura” e “Se non scendiamo verso i bambini e non saliamo con loro, che guaio!”.
A ogni sua personale esperienza vissuta trova sempre una sintesi morale e, quando parla delle molte civiltà incontrate nei suoi viaggi afferma senza esitazione: “Se alcuni dei paesi che ho visitato sono considerati terzo mondo, il nostro è il decimo”.
Una ferma nota critica la esprime con gentilezza verso chi ha trasformato Sanremo nella “capitale delle palme” e ha ordinato di segare una grande Acacia farnesiana mentre era in piena fioritura e ora vuole abbattere 220 pini perché causano danni all’asfalto...
Sulle sue mille attività (ha un nuovo libro in fase di pubblicazione) confessa ”Io sono un ladro di ore: vado a dormire alle 2 e dormo quanto basta”. Di pettegolezzi non ne vuole sentire e risponde con un saggio “basta prendere ciò che di buono c’è negli altri, il resto lo buttiamo dietro le nostre spalle, è meglio così”.
Guglielmi ha raccontato parte della sua vita nel corso di questa bella e calda serata estiva ma anche a Ippolito Pizzetti (architetto, poeta e scrittore, scomparso nel 2007, figlio del musicista e compositore Ildebrando) in Libereso, il giardiniere di Calvino (Franco Muzzio editore).
Non dimentichiamo di citare però l’interessante Oltre il giardino. Le ricette di Libereso Guglielmi (Edizioni Socialmente), dove troviamo curiose e gustose indicazioni per preparare stuzzicanti manicaretti con fiori di borragine e sambuco, papaveri rossi, rose, datteri, kaki, ortiche e molto altro ancora…

Viviana Spada
 


 

 

 

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