…è
cominciata qualche mese fa con una mail. In allegato, un bando di concorso.
Io avevo appena pubblicato online La decisione, scritta per
la sfida del laboratorio. Mi avevate detto "brava!". Ci ho
provato, ragazzi, e l’ho inviato. Che dire a questo punto? Non
ci speravo nemmeno e quasi l’ho dimenticato…fino a domenica
29 maggio. Quando è squillato il telefono.
“Pronto, c’è Alberta?”
“Sono io”
“Oh bene! Sono Santa Vetturi e ti comunico che devi assolutamente
venire a Rodi Garganico perché c’è una coppa che
ti aspetta”.
Sconvolta – è la parola! - ho preso accordi, poi ho riappeso
e lanciato un urlo disumano (mio marito si è spaventato!). È
iniziata l'organizzazione dei nostri 4 giorni in Puglia. Non ci è
nemmeno passato per la mente che erano giorni in cui tutti si sarebbero
mossi.
Siamo partiti alle 7 di giovedì 2 giugno. Il traffico è
stato abbastanza scorrevole fino alle porte di Modena poi fermi in colonna.
Caldo, odore di catrame e fumi di scarico dei camion non ci hanno demoralizzato.
Alle 13 abbiamo attraversato Bologna (a piedi ci mettevo meno!).
Appena fuori, pausa pranzo e pausa sms (a Lilli Siamo fuori Bologna;
risposta Non male come tempi). Il resto del viaggio è filato
via liscio.
Anche trovare il Villaggio Camping “Siesta” - dove si sarebbe
svolta la premiazione e avremmo incontrato tutti i partecipanti e gli
organizzatori - non è stato difficile: è grandissimo.
Proprio sul mare, costellato da graziosi bungalow e con un’area
destinata a tende e roulotte. Molto ben organizzato e tenuto in modo
impeccabile è stata la nostra base per quei giorni. In
pochi minuti eravamo installati nel nostro alloggio. Eccolo qui
 |
L'incontro con gli organizzatori è stato veramente stupendo.
Sorprendente, per certi versi. Ci è parso subito di conoscerci
da sempre e tra piatti di pastasciutta e bicchieri di vino locale, chiacchiere
sull'organizzazione dei concorsi e sulla gestione di siti letterari
siamo diventati amici.
Il giorno dopo, venerdì 3, il programma dei partecipanti prevedeva
una partenza per le Isole Tremiti alle 9. Noi, alle 9, pronti per il
via. Abbiamo imparato che il nostro concetto degli orari non si applica
dovunque: infatti siamo partiti alle 11.
Siccome il traghetto non era strapieno e siccome sono curiosa, ho chiesto
al “comandate di macchina” di farmi visitare il suo regno.
Ho scoperto che un traghetto ha due comandanti: il comandate vero e
proprio che sta al timone e ha la responsabilità dei passeggeri
e il comandate di macchina che ha la responsabilità del buon
funzionamento dei motori e dei rifornimenti.
Così ho visitato sia la plancia di comando facendo mille domande
sulle strumentazioni di bordo, sia la sala motori (e qui mi sono davvero
fatta una cultura in merito).
Tra rumore infernale e passerelle larghe venti centimetri, camminando
quasi a gattoni tra cinghie di propulsione pompe di sestina e impianti
di raffreddamento, ho potuto constatare quanta passione deve avere un
uomo per poter svolgere quel lavoro. Ma mi fermo qui perché finirei
per farvi un trattato su come funzionano due motori enormi e invece
dovrei parlarvi della mia premiazione.
Sabato
4 giugno – visita a San Giovanni Rotondo –
Davvero emozionante visitare i luoghi dove il Santo di Pietralcina ha
operato. Se però devo essere sincera la nuova chiesa non ha suscitato
nessuna emozione: troppo coreografica e futuristica…dispersiva.
Al contrario la chiesa vecchia e la tomba del santo mi hanno mosso dentro
qualcosa di così commovente da farmi venire le lacrime agli occhi.
La
cerimonia di premiazione era fissata per sabato alle 18 ed è
iniziata quando mancava qualche minuto alle 19…. Insomma, quasi
in orario! Ormai mi ero abituata.
Vi inserisco un po’ di foto perché è impossibile
per me descrivere ciò che ho provato.
Innanzitutto quando mi hanno chiamata come vincitrice del Primo Premio.
Quella furbacchiona di Santa non mi aveva anticipato nulla, solo che
avrei avuto una bella coppa. (Capito Lilli perché non sapevo
di aver vinto?)
Non ci credevo. Sono salita sul palco non so come. Mi tremavano le gambre.
Mi hanno chiesto di leggere l'incipit del mio racconto. Avete mai provato
a leggere con le gambre che vi tremano, la testa che chissà dov'è
e senza una goccia di saliva in bocca? Ecco: immaginatevi che voce mi
è uscita. Non penso che in platea abbiano sentito!
Ecco
fatto! Quello che vedete con me nell’ultima foto è Massimo
Pintossi, vincitore della sezione poesia in dialetto. Spero che il nostro
sito pubblichi presto alcune sue opere (magari tradotte altrimenti sembrano
scritte in arabo) perché sono davvero bellissime.
Il giorno dopo relax completo, in spiaggia a prendere il sole e a sguazzare
nello splendido mare garganico…si dice così?
Abbiamo posticipato la partenza al lunedì mattina, non da trascorrere
la notte incolonnati sulla tangenziale di Bologna. Infatti abbiamo avuto
un bel ritorno, io, mio marito, e la coppa .
La mia coppa, che devo dire mi ha riempito d'orgoglio, ma anche di gratitudine
per tutti voi – non vi offendete, vero,se metto Lilli in testa
al corteo? - che mi avete dato la fiducia necessaria per scrivere e
poi spedire il racconto al concorso.
Grazie di cuore. Grazie di esistere ed essermi sempre vicini.
Ah, dimenticavo! Ho parlato di voi a tutti e l'anno prossimo vi aspettano
al concorso!
Alby