Leggendo Scrivendo Day 2

by Er Gaetanaccio

 

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Venerdì 4 Novembre 2005.

Appuntamento alle ore 21 a Piazza Trilussa.
Con la moto arrivo qualche minuto in anticipo e subito mi accorgo di un piccolo particolare: la piazza è già piuttosto affollata. Sono due le cose, mi dico, o molti romani hanno deciso di incontrarsi questa sera qui a Piazza Trilussa, oppure tutte 'ste persone hanno letto il forum e si sono aggregate alla cena. Altro dubbio è come riconoscersi: ma di questo non mi preoccupo più di tanto.
Il cellulare suona e una dolce voce femminile si presenta: "Ciao, sono Luci, ancoralibera". Vorrei rispondere: "Beh.. parliamone...", ma quando mi giro mi accorgo di un armadio quattrostagioni a 6 ante in compagnia di una donna con il cellulare all'orecchio. La conoscenza con Luci e il marito Andrea (l'armadio, alias Andrea) è davvero un piacere.
Tra noi romani è naturale che si instauri subito una specie di feeling, di confidenza, soprattutto se poi si va a finire a tavola davanti ad un piatto di pasta... Se poi oltre alla buona tavola, c'è anche qualcos'altro che ti accomuna, come la scrittura e il frequentare un forum letterario di simpatici e affettuosi pazzoidi amanti della buona scrittura e della buona lettura, allora davvero sembra che ti conosci da chissà quanto tempo e l'incontro diventa davvero unico.
Nel frattempo la piazza si riempie e rimaniamo in attesa di incontrarci con gli altri.
Suona ancora il cellulare: "Sono Lilli, dove sei?". Mi accorgo però che la voce non arriva dall'altoparlante del cellulare, ma da una persona seduta insieme ad altre due persone su di una panchina a due metri da noi . Come volevasi dimostrare.
Il momento è storico, ragazzi. Non tanto perché si sta concretizzando il nostro meeting, quanto nella constatazione che Abu esiste davvero: ha un viso, un corpo, parla, sorride, cazzeggia e non è solo una presenza ultraterrena (leggi: virtuale) che appare sporadicamente sul forum.... E ha anche una simpatica e graziosa moglie che lo accompagna. Bene, siamo tutti? Ah no manca ancora er virgolaro, er sentenza, er sor stranezza. Insomma manca Mattia. Gli telefoniamo e lui ci avvisa che ha superato una certa stazione chissà dove. Ho capito, dico, annamo a magna' e poi er sentenza ce raggiungerà.
 

 
Io avviso gli altri che forse può esserci una sorpresa "last minute". Il mitico Iskander infatti mi aveva avvisato che probabilmente si sarebbe aggregato a noi. Io mi giro attorno, ma oltre ad auto, moto, taxi, autobus, minibus, non vedo tracce di cammelli o di imbarcazioni a vele. Già me lo immaginavo: ritto sul suo cammello, stile Lorenz d'Arabia, oppure, ritto sul cassero di poppa (Manuel, guarda che non mi sto riferendo alla "poppa"....). E poi magari arriva correndo in compagnia di Jussef... E invece niente: purtroppo Iska non si vede e quindi si dirigiamo verso la trattoria con un pizzico di nostalgia.
 

 
Chissà perché la nostalgia dura poco, il tempo di riempire i bicchieri con un buon novello e brindare come vecchi compagni d'arme... Dopo il novello, la Lilli tira fuori le carte e subito entra nel merito del laboratorio su Campo de' Fiori. Ah già, mi dico, è per questo che siamo qui...
 

 
Abu, invece non ci pensa proprio e gira la testa dall'altra parte...
Andrea, invece, immortala il momento.
Non possiamo comunque dimenticare la nostra Sabbia che in questo momento si trova in una condizione poco piacevole. Sentire la sua voce al telefono ci rende meno pesante la sua assenza.
FORZA SABBIA!

 

 
Suona il cellulare: "Ciao sono Mattia, il taxi mi ha lasciato a Via della Scala. Adesso che faccio?". E che vuoi fa? Vieni a magna' con noi, no? Gli rispondo invece che è meglio se chiede a qualcuno la strada. Tanto siamo nei paraggi. Il momento clou della serata non è quando arrivano i piatti di fettuccine o di carbonara, ma quando finalmente arriva Mattia in compagnia di una valigia "trolley" stile trasloco. Sospettiamo tutti che Mattia abbia deciso di scappare di casa portandosi con sé tutte le sue cose...Solo dopo capiamo cosa ci sia di tanto pesante e ingombrante...
 
 
Dopo una mitica abbuffata rigorosamente romanesca, considerato che il grado alcolico mio e di Abu è piuttosto pronunciato, il giro "trastevere by night" è quanto di meglio si possa fare in quel momento. Con incredibili "botte di c..." (o di fortuna) riesco ad azzeccare l'orientamento per evitare di perderci per i vicoli e le strade di Trastevere. La serata finisce con i saluti in una piazza Trilussa affollata e con un taxi che si allontana sgommando.
     
Sabato 5 Novembre 2005.

Il tempo non è dei migliori. Minaccia pioggia, ma questo non può che essere un'occasione per vivere Campo de' Fiori in una condizione simile al contesto dei nostri racconti (la domenica mattina, dopo il black out il tempo era così).
La presenza del mercato sulla piazza offre un aspetto di Campo de' Fiori più vero e più popolare di quello più turistico che siamo abituati a vedere. Gli occhi si riempiono di colori e di movimenti, il naso di odori che sanno di freschezza (anche se la zona del pesce ha odori piuttosto sospetti).
Agli eroi della serata si aggrega per primo Jaime.
Insieme andiamo a fare colazione in un piccolo bar molto vecchio, in tutti i sensi, forse anche nei cornetti, rimasto integro negli anni e gestito da una simpatica signora, Anna, che non parla, ride.
Cerchiamo di avere notizie di Pat, perduta nei meandri di Piazza San Giovanni. Ci chiama, sto arrivando!

Finalmente ci siamo
 

 
In attesa che ci raggiungano gli altri, decidiamo di fare il percorso della Contessa che da Campo de' Fiori l'ha portata verso il Fiume Tevere. La gente ci vede che indichiamo qualcosa, parliamo, discutiamo anche animatamente, ci soffermiamo ad osservare i particolari di Piazza Farnese, di Via del Mascherone, della fontana del Mascherone, di Via Giulia, del Ponte Sisto e delle scritte in latino. Subito scatta la gara alla traduzione del latino, sfruttando le reminiscenze liceali. Jaime sembra molto interessato, come anche il sottoscritto che preferisce fare le foto.
 
Ci raggiunge Max. All'incontro a Firenze io non c'ero e il conoscerlo è davvero un piacere. Subito ci presentiamo e ci raccontiamo le nostre origini (Pan, non pensare male come al tuo solito...).
Cosa possono fare un gruppo di scrittori emergenti che si incontrano? Esatto, vanno in libreria. La libreria Fahrenheit 451 è proprio lì a due passi. Entriamo. L'odore è quello giusto, le persone anche. E' un piacere vedere Lilli e Pat che indicano i libri che hanno appena letto o quelli che vorrebbero leggere. Vedo Mattia pensoso: ho il sospetto che voglia trovare il modo per spacciare il suo libro al libraio... (avete capito, quindi, a cosa gli serve la valigia...).

 
 
Passa il tempo e gli stomaci cominciano ad avere crisi di astinenza.
Lilli ci informa che al gruppo si dovrebbe aggregare Caterina, che ha partecipato al laboratorio su Campo de' Fiori anche se non frequenta il forum.
Finalmente la incontriamo in piazza. E' con il marito. E' un piacere conoscerla, anche se due sue domande mi lasciano perplesso. Domanda 1: "Dov'è lo scrittore?" Tutti ci guardiamo e d'istinto vorremmo risponderle: Ma perché ci hai scambiati per dei pizzicagnoli?. Per cambiare discorso, le chiedo se si aggrega con noi a pranzo e lei ci offre la sua seconda domanda: "Ma perché, volete  mangiare?" Ora, abbiate pazienza, posso tollerare tutto, anche Mattia che cerca di spacciare il suo libro al pescivendolo della piazza,  ma alle ore 12,30 non mi si può fare una domanda del genere....
Lei ci informa che non possono fermarsi con noi e ci propongono un aperitivo per stare qualche minuto insieme. Ottima idea, solo che dopo l'aperitivo gli stomaci dalla crisi di astinenza passano allo stato comatoso.
 
Finalmente a tavola.
Poco dopo ci raggiunge Lin73 accompagnata dalla sorella.

 
Subito Mattia le punta.
 
E che può fare? Esatto. Gli altri fanno finta di niente...
 

 
A questo punto, lascerei la parola alle immagini.
Sappiate solo che l'argomento principe è il post laboratorio su Campo de' Fiori. Si vola alto, ragazzi, ed è musica per le mie orecchie. Sì, c'è l'ambizione giusta e la volontà per creare un'antologia. Lilli ha già creato una sequenza temporale dei racconti. Abu li esaminerà come primo lettore critico. E poi... che "Dio ce la manni bona" (come disse er sor curato mentre aspettava la perpetua...). L'idea però la lascio esporre pubblicamente a Lilli e Abu. Ma sappiate che voliamo alto.
 

 

 
Aneddoto. Ad una certa, telefono a Pan: "Parlo con il signor XY?". "Sì certo sono io". "Salve, qui è la Mondadori. Abbiamo sotto mano un suo manoscritto e vorremmo parlarne". Prima del vaff... trascorrono diversi secondi di silenzio. Dopo il vaff.... insisto. "Guardi che se vuole possiamo chiamarci anche Feltrinelli". Il vaff... raddoppia. Il buon Pan (sembra una poesia di un fornaio....) ci conferma la sua rosicata per non esserci. Quando però gli prospettiamo di poter fare il LSD3 a Bologna, cambia subito umore.
 

 
Da sottolineare il tentativo di rimorchio della signora del ristorante nei confronti di Abu (solo perché secondo lei lui pensa come pensa lei ma cosa in effetti lei pensa almeno per me è meglio non pensarci). Per fortuna di Abu, un manipolo di uomini scelti riesce a liberare Abu prima che la moglie intervenga armata di sampietrini....
 
Post pranzo. Da notare l'espressione soddisfatta de er virgolaro dopo essere riuscito a spacciare qualche copia del suo libro.
 
 
Nel pomeriggio decidiamo di camminare visitando luoghi e angoli più o meno conosciuti.
Da annotare la visita nei luoghi dove fu ambientato il film "Fantasmi a Roma" in piazzetta della Pace, dietro Piazza Navona.

 

Troviamo un editore... ma non ci pubblica.  
 

 
Dulcis in fundo. Andiamo a vedere la chiesa che ha una "presa in giro" o presa per il c....
Si tratta della Chiesa di Sant'Ignazio, nel cui interno c'è una particolarità. Tanto per giocare invito tutti a scoprire da soli la particolarità in una sorta di gara. Abu vince distaccando gli altri nettamente.
 
Ebbene, se non l'avete anche voi scoperta, la "presa in giro" è la cupola. Osservatela bene e lo capirete.
 
Che dire. Se non che devo salutare il gruppo per onorare i miei impegni familiari, non senza una punta di nostalgia.
Avremo modo di vederci, ma questa volta la conditio che propongo è di farlo quando avremo sul suolo italico, e a nostra disposizione, il Man di Bangkok, forse nella primavera del 2006.
Appuntamento, dunque, a Bologna per il LSD3.

 
 
Dal vostro inviato speciale, il mitico Er Gaetanaccio