Già sento nelle orecchie: -Meattini vada a posto: è impreparata. La interroghiamo la prossima volta, ma si dia
da fare se non vuole ripetere l’anno!
Invece iniziamo a parlare della “Contessa” , di “Mameson” e
mi addentro in un territorio a me familiare..
Poi Max inizia a leggerci stralci del saggio “I Barbari” di
Baricco e parliamo dell’interessante differenza tra
COMUNICAZIONE ed ESPRESSIONE.
Ad un certo punto si fanno spazio due domande esistenziali :
“perché scriviamo?” E “Per chi scriviamo?”
Qualche altro dice che:
- Scriviamo semplicemente per essere
letti.
Io e Chiara sosteniamo di scrivere per noi stesse, per dare
libero sfogo alle emozioni che abbiamo dentro e dignità alle
storie che hanno urgenza di essere raccontate, ma chissà
come mai, non ci crede nessuno..
Mattia difende a spada tratta la qualità dei racconti sulla
“Canon” e si offre volontario per trovare l’editore che li
pubblica, Max e Panoramidis suggeriscono di provare a mandare
il manoscritto a tutte le marche più famose di macchine
fotografiche, naturalmente cambiando all’evenienza il nome
della macchina sui racconti.
Insomma le discussioni sono interessanti, e siamo talmente
tanto immersi nei nostri ragionamenti che ad un certo punto
ci rendiamo conto che è già ora di cena.
Tempo di mangiare riscendiamo nuovamente nella sala che si
trasforma per l’occasione in un locale di musica dal vivo.
Max imbraccia la sua chitarra “da battaglia” ed evita
accuratamente il confronto con suo cugino (n.d.r. Claudio
Baglioni) , cantando De Andrè e Guccini, insomma pezzi di
storia.
Dopo la conta dei morti e dei feriti nominati nelle canzoni
di De Andrè, la tristezza avanza e timidamente richiedo una
canzone “Un po’ più allegra”.
Al che visto che non ci piacciono le mezze misure, iniziano
i cori da gita non proprio parrocchiale.
Credo di aver sfiorato le convulsioni quando Michele mimava
la treccia bionda e Massimo suonava in piedi facendo la
mossa con la gamba..
Chiedo il Bis.
LA CAMERA NUMERO 215
Bartarelli - Luini – Meattini
Timidamente appoggio su suo letto la copia di “Non tornare a
Mameson”, Lilli sorride dicendo: - Accidenti quando mi
chiedono la dedica non so mai che scrivere...
E invece scrive e tanto, ma non ne avevo dubbi..
“La Contessa” invece la metto in borsa, le dediche in
questo caso saranno più di una.
Leo si prepara per andare a
dormire dentro la sua camicia da notte preferita, inforca la
sua mascherina patchwork ( nemmeno a dirlo) e dichiara: -Donne, non ci fate caso se
domattina non vi parlo. Solitamente la mattina sono un
orso!
Spengiamo e Buona notte
La luce dei lampioni nel
parcheggio filtra dalla finestra
con le imposte aperte, non riesco a prendere sonno ed è
strano per me che di solito crollo sul cuscino.
La giornata è stata intensa e le emozioni sono ancora in
circolo, ma domani è un altro giorno come disse una volta
Rossella O’Hara.
IL BAR
La mattina non tarda ad arrivare, mentre ancora mi rigiro
nel letto vedo passare Leo ad occhi chiusi che barcolla
verso il bagno e sorrido.
Mi chiedo se il povero barista la capirà??
Lilli invece mi saluta con un filo di voce, abbassamento da
conferenza , dice che lo fa.
Raggiungo gli altri che a colazione parlano di libri, di
figli, di vita e sono veramente felice di essere in mezzo a
loro.
LA VERANDA
Continuiamo a parlare di noi anche a pranzo, come al solito
il discorso verte sui libri che hanno accompagnato ed
accompagnano da sempre le nostre vite.
IL PARCHEGGIO
Passiamo attraverso i tavoli
di ben tre comunioni con annessi e connessi di parenti,
torte, bomboniere e ragazzine-bomboniera urlanti che
giocano nel parco.
È arrivato il momento del
commiato.
Ci abbracciamo, ridiamo
ancora delle battute appena fatte.
Pat mi rimprovera
scherzosamente di essere stata troppo arrendevole con lei
nell’editing del mio racconto uscito su LS.
Mattia mi chiede quando
manderò alla redazione il mio primo romanzo nato sulla scia
di un libro che è piaciuto ad entrambi, non diteglielo, ma
non credo che approderà mai in rete quella robaccia.
Sorrisi sinceri, saluti.
Strette di mano e piacere di
avervi conosciuto.
Davvero tanto piacere.
Giulia Meattini
(Giumea)
