CON IMMUTATO AFFETTO - CRONACHE
Alessandra
Casaltoli
Albalibri Edizioni 2009
Pagg. 149 – Euro 10,00
La Toscana povera delle Colline Metalliferi , dei cantieri navali e delle
acciaierie di Piombino. Un mare che luccica solo da lontano, sempre sotto
gli occhi dei protagonisti, mai sulla loro pelle. Mani che di rado hanno
avuto il tempo di fermarsi a far scorrere tra le dita una manciata di
sabbia.
Vecchi, contrabbandiere, cameriere/lavapiatti, immigrate, giostrai, povere
pensionate, ragazzini ammalati, ragazzine stuprate, orfani ebrei, reduci ,
contadini, pastorelli che vorrebbero esser partigiani: non c’è un solo
personaggio vincente, tra i protagonisti di queste storie spesso ambientate
nel periodo dell’ultima guerra.
Così i sentimenti che li animano : non grandi passioni , odi violenti ,
rivalità eterne, gelosie, ma la pena dell’affannarsi quotidiano di attori
che si muovono in piccoli universi fatti di progetti infinitesimali,
ambizioni appena sussurrate, desideri destinati a rimanere frustrati,
rimorsi amari, silenziosi ed incurabili
Un mondo di sconfitti simile a quello nel Verga, nel quale però, nonostante
tutto, riescono ogni tanto a farsi strada piccoli momenti di grandezza, come
un’occhiata di sole che per un momento interrompa il grigio di un cielo
invernale, a ricordarci che , anche nelle situazioni più avverse, l’uomo
riesce ad amare lo stesso, ed a creare attimi di poesia.
Ma questi attimi si spengono in fretta: l’intento dell’autrice è mostrarci
le miserie degli uomini, le loro disillusioni, le loro rese.
Il merito di questa raccolta è di aver dato voce ai perdenti ed ai
dimenticati della storia, persone comuni che hanno vissuto vite normalmente
grigie, o disperate, o insensate. Sono racconti che richiamano alla mente
quelle storie edificanti che ci narravano i nonni quando volevano consolarci
di qualche dispiacere, rammentandoci che nella vita di tutti ci sono momenti
belli e momenti bui.
Di quei racconti che consolavano a che alla fine spingevano a dire: “Che
storia! Varrebbe la pena di scriverla, perché non vada perduta!” . Forse
Alessandra ha fatto proprio questo.
Per la redazione, Agnese Manzo
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