Quarantanni,
un figlio. Lavoro in pubblicità. Vivo a Torino. Tanto tempo
speso a capire se potevo/volevo essere un artista (e di che tipo).
Quando la frustrazione ha raggiunto il massimo consentito, ho
smesso di dipingere e ho iniziato a scrivere. La pittura è
faticosa, troppo spesso va spiegata. Un racconto invece, è
chiaro a tutti quelli che parlano la tua lingua. Così mastico
il mondo che mi circonda e il mio interiore. Lo risputo fuori,
e trovo una me stessa chiara e leggibile.