COMMENTI E
RECENSIONI
| Nome |
MICHELE |
| Data |
10.2.2008 |
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Robusto romanzo in cui la
tensione non cala fino alla fine.
Belle ambientazioni e personaggi vivi e credibili.
Si legge bene, scorre via senza intoppi e ti lascia lì, alla fine, a
riflettere sulla storia.
Indizio che il testo "segna".
Michele Rocchetta su
qlibri |
| Nome |
ALESSANDRO |
| Data |
15.2.2008 |
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Grazie.
scrivo venti secondi dopo aver chiuso il libro, cercando di capire che
storia ho letto: thriller, certo. Vicenda umana, pure. Storia di sentimenti,
e certo... alla fine qesto romanzo racchiude diversi aspetti letterari,
perfettamente calibrati, con una coraggiosa scelta di impaginazione, più
registri narrativi con addirittura cambi di persona per uno di essi, un
linguaggio moderno e spregiudicato ma anche incisivo, che rimane nella mente
in alcuni passaggi, con alcune frasi importanti.
faccio fatica a trovare una lettura recente di autori italiani che mi abbia
dato tanta soddisfazione e piacere, e ora che l'ho trovata non la scrivo
perché sembrerebbe francamente adulatorio. Dico solo che, con tutto il
rispetto e i ringraziamenti per Frilli che vi ha pubblicato, questa storia
avrebbe meritato una piattaforma di lancio più potente; immagino sia stata
una vostra scelta, immagino abbiate le vostre ragioni e in quanto tali le
rispetto, ma tenente a mente queste parole per il prossimo lavoro.
Non ho faticato invece ad indignarmi per la facile fortuna che altri romanzi
hanno ottenuto nel recente passato. |
| Nome |
CLAUDIA |
| Data |
26.2.2008 |
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Ho letto un bel libro.
E' una storia
intensa, piena di ritmo e tensione, un
noir animato
da personaggi forti, veri soprattutto, specie per come ci vengono
presentati, nella loro ambivalenza e con le loro fragilità.
Lilli e
Maurizio raccontano la
storia di un uomo, un politico, che sconfitto dalla carriera (e forse dalla
vita?) si ritira in una baita di montagna,
perché con la vita “normale” lui proprio non ci vuole avere a che fare. Non
lo amerete subito questo personaggio, forse vi starà antipatico. Ma Enrico,
questo è il suo nome, si imbatte in qualcosa di molto più grande di lui.
Scopre il mondo di Ophelia.
E allora tutto cambia. La Luini e Lanteri, mettendo in gioco anche tutti gli
altri personaggi, le molte donne che fanno corona al protagonista maschile,
ci raccontano di un viaggio verso l’ignoto, attraverso boschi selvaggi nei
quali ci si può perdere, e per qualcuno un viaggio anche all’interno di se
stesso. Luini e Lanteri ci
parlano della paura del buio oltre la siepe, di quello che non si conosce
e perciò si teme, ma nello stesso tempo si vuole andare a scoprire. E
proprio la scoperta di un terribile segreto ci condurrà verso un finale
emozionante.
Claudia Priano per Mentelocale- Genova |
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L'idea di piccoli capitoli
scritti da un io narrante differente, è geniale.
Perché non si tratta dello stesso momento visto da due punti di vista
differenti, non è la descrizione di una stessa scena vista da un
protagonista e poi dall'altro. No, la trama va avanti, si sviluppa,
attraverso le parole ma
soprattutto i pensieri e gli stati d'animo di chi quella situazione la
sta vivendo.
Io sono diventato a volte Enrico, a volte Bea, a volte Ophelia (che per me
è, assolutamente, il suo vero nome). A volte persino Edda,perché anche i
suoi pensieri riescono a trasparire.
Le dieci, le undici, mezzanotte. Guardo l'ora sulla radio sveglia.
Ho ceduto all'una e mezza passata. Una parte di me mi chiedeva di
continuare.
E così, spengo la luce e chiudo gli occhi con la mente che mi rimanda
immagini di Mameson, del bosco, di una ragazzina acerba che,nonostante tutti
i paletti che i miei pensieri mi possano imporre, un che di erotico continua
a trasmettere.
Ho finito oggi. In alcune pagine mi si sono bagnati gli occhi.
Molto abile l'uso delle parentesi, capaci di stravolgere completamene il
senso di una frase, o forse di darle il suo vero significato.
All'inizio sembrano un po' avulse dal testo, poi però ho iniziato a capire
la loro essenzialità, intesa sia come un qualcosa di rapido e fulmineo che
come qualcosa di portante, nella narrazione.
Temi non facili, ma che affrontate davvero in modo che il lettore se ne
senta partecipe.
Complimenti. |
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Appena finito di
leggere. Qualche impressione al volo, poi mi piacerebbe tornarci sopra con
più calma, magari ascoltando altri.
Bello, molto bello. Avvincente, a un certo punto ti prende e non lo molli.
Mi è cominciato a piacere di più dall'entrata di Beatrice in poi. Ma il
tutto rimane sempre a un alto livello. Maurizio e Lilli sembrano ormai in
possesso di una perfetta macchina narrativa. Il coro delle varie voci è
orchestrato molto bene.
Bravi, davvero complimenti e ripeto, spero che ne riparleremo presto più a
fondo. |
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Che
dire? ricalco quello che è stato detto. E' un Libro. Non un libro
semplice intendo, ma proprio un Libro con la elle maiuscola e anzi massiccia
e sostanziosa. Dire "bello" a mio parere non rende: è forte, potente. uffa,
non so come spiegarmi. E tecnicamente, nell'uso della lingua, delle parole,
della sintassi è tosto, nel senso buono, perfetto. Una espressione
inflazionata è "da professionisti" che vuol dire tanto ma anche non vuol
dire nulla. Ecco, in questo caso vuol dire tanto.
Ora vi
faccio ridere. Ero abbastanza all'inizio. L'ho abbastanza diluito (nei miei
standard) e quindi goduto con calma. Allora, non stavo pensando consciamente
al libro o alla trama: ero a far la spesa all'ipercoop di Poggibonsi e un
pensiero che mi ha reso irrazionalmente contenta: Che bello! Ma qui ci sono
gli extralimentari!. Ho veleggiato felice col mio carrello verso gli
scaffali del fai da te e sono restata cinque minuti in contemplazione
estatica delle vernici cercando di capire cosa cavolo dovevo comprare e cosa
dovevo dipingere di così importante. Poi ho realizzato: non serviva a me, ma
a Enrico per coprire la macchia e non trovava la vernice al paesello. Questo
per dirti quanto coinvolge.
Lì per
lì ho pensato: sono davvero pazza: vado a far la spesa per i personaggi dei
libri, poi Mauro mi ha fatto riflettere che forse dipendeva dalla bravura di
chi scrive!
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| Nome |
FULVIA |
| Data |
4.3.2008 |
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Ho acquistato il libro sabato
pomeriggio (libreria Giunti,al Gabbiano di Savona) e terminato di leggere
questa mattina; lo trovo veramente elegante mi piace l'ambiente, forse
perché lo conosco, forse perché evoca ricordi di ormai lontane escursioni di
gioventù; mi piace la storia, storia il cui dipanarsi non pone al centro
della scena immagini di horror,(ne sono già pieni giornali e trasmissioni
televisive),ma li fa diventare il pretesto di fondo per il susseguirsi di
sentimenti, di quelli buoni, di cui (sarà pure un luogo comune) ma abbiamo
tutti bisogno; mi piacciono i personaggi, IL PERSONAGGIO, con la sua
innocente spontaneità,con la sua fervida fantasia, con il suo candore
,quello che tocchiamo con mano ogni giorno e ci fa amare il nostro lavoro e
che conferma ,come dice il Poeta, ....dai diamanti non nasce niente, dal
letame nascono i fior.....
Bravi! |
| Nome |
CARMEN |
| Data |
7.3.2008 |
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belle le parentetiche con il pensiero dei protagonisti
bello il passaggio a pag.163 sulla paura
stupefacente ( o no?) che abbiate associato il profumo di sandalo ai
magistrati.
Il contrappunto di Ophelia, se all'inizio pare straniarsi troppo dalla
storia ( si è impazienti di tornare a Enrico e Bea), in seguito ti dà
dipendenza.
Il tema dolore/rinascita rimane la vera mistica di ogni romanzo, anche noir,
e qui non manca di certo.
Sempre caro mi fu...il ponente ligure, di cui vedo ribadito il carattere
malmostoso, torbido, quasi malato, di cui si favoleggia.
A pag. 80, il parallelo del ticchhettio della grandine alle musiche di kupa
o redding può mettere in difficoltà chi non li conosce,ma diciamo che funge
da stimolo in tale caso.
Ho sempre un interrogativo: il cambio di prospettiva, da un personaggio a un
altro, non è una perdita di corrente? Spegni una lampada e ne accendi
un'altra, fascinoso metodo che può disorientare.
Incesto e pedofilia sono temi che entrano d'obbligo, mi pare, ormai, quasi
ovunque, e questo è il mio più corposo appunto.
In definitiva: si legge, si trepida, si immagina, si conosce: Bravi! |
| Nome |
BARBI |
| Data |
10.3.2008 |
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Una
lettura mozzafiato e molto coinvolgente dal punto di vista emotivo. Gli
autori costruiscono una favola nera attraversando dall'interno i personaggi.
Un'operazione non facile, con un risultato ottimo. Impossibile staccarsi.
Uno di quei libri che ti resta "addosso".
Voto: 5 / 5
Barbi su IBS |
| Nome |
GIULIA |
| Data |
13.3.2008 |
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Condivido i commenti che vi hanno lasciato gli altri lettori, prosa
scorrevole, ben scritto.
Divertente il gioco dei tre punti di vista dei
personaggi, a mio avviso molto interessante perché ha permesso di avere una
più ampia e completa visione della storia.
In particolare mi ha colpito il punto di vista
e quindi la psicologia di Ophelia - Bianca.
È più semplice far parlare personaggi comuni
(Enrico - Beatrice) , il difficile è entrare nella psiche di personaggi
disturbati, psicologicamente fragili, diversi insomma.
E voi ci siete riusciti alla grande, un brivido
mi percorreva tutte le volte che venivo letteralmente trascinata nel mondo
immaginario di questa “BAMBINA” che non era riuscita a crescere.
Se una critica ci deve essere, che poi critica
non è , l’unico personaggio che all’inizio sono riuscita a capire meno è
stato Enrico,con quel gergo molto giovanile e lo spiccato egoismo che
dimostra nello scappare lasciandosi tutto alle spalle.
Insomma complimenti davvero a Lilli e Maurizio. |
| Nome |
Eleonora |
| Data |
14.3.2008 |
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L'ho
letto tutto d'un fiato! |
| Nome |
M. Luisa |
| Data |
14.3.2008 |
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è davvero un bel libro!
Rispetto a "La Casa del Priore" (che resta sempre una bella lettura) ho
rilevato una maggior fluidità narrativa e una capacità di catturare il
lettore veramente notevole. Ho apprezzato tantissimo il lavoro introspettivo
riferito ai personaggi, nei quali, parecchie volte mi sono riconosciuta, in
particolare per quei momenti in cui "il cielo diventa terra e la terra
cielo"; nessuna indulgenza al patetico, ma invece una costante ironia di
fondo, il gioco di prendersi un po' in giro, che tanto mi è familiare,
nonostante tutto, nonostante i demoni che ci tormentano quando siamo soli,
quando è buio fuori e dentro di noi. |
| Nome |
Acky19 |
| Data |
15.3.2008 |
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Ho letto il romanzo di Lanteri
e Luini e dico che merita.
(dal blog Appunti di Remo
Bassini) |
| Nome |
Alessandro |
| Data |
25.3.2008 |
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Attaccato, mi ci sono staccato solo
per accudire alle necessità elementari.
Ho letto una storia fluida e arrembante, raccontata con una tecnica omogenea
che ha retto bene il ritmo dall'inizio alla fine.
Bene anche il passaggio dal nucleo puramente "giallo", alle implicazioni
sociali e affettive del seguito conclusivo.
Ho ritrovato alcune radici che credevo perdute in alcuni termini della mia
infanzia ligure. Primo fra tutti "cincingomma" che imputo ad Abu, cui
attribuisco anche il concetto dei "giri di boa" della vita.
Enrico è stato molto viziato dagli autori, ma si è riscattato perché ha
sempre interagito con le avversità mantenendo dignità e intraprendenza. Uno
che non si tira indietro o si ferma a frignare, insomma, puo' meritare
l'asservimento di tutte le donne che gli passano accanto. Tutte, le ha
sedotte! Poco ci mancava che lo facesse anche con la Vecchia megera.
L'ambientazione mi ha richiamato all'infanzia, e un po' di regressione non
fa sempre male.
E' un libro vero. Dico la verità, che se lo avessi preso per caso e non
avessi mai sentito parlare di LS, lo consiglierei volentieri a figli e
amici. |
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Ho passato tutto il giorno di
Pasquetta a leggere questo libro, senza riuscire a staccarmi. Complimenti
davvero. |
| Nome |
Brunella |
| Data |
27.3.2008 |
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La storia mi ha affascinato molto, per tanti aspetti:
la fuga di un
uomo dal fango della vita; i ritratti delle persone del paese; la figura di
Beatrice e la dolcissima Bianca; Edda e sua madre; colpi di scena a go go;
introspezione nei personaggi; la metamorfosi; una fantasia illimitata a
creare un romanzo del genere la cura in tutti i particolari; la scrittura
perfetta la storia affascinante e trascinante. Non sono riuscita a
staccarmi da una pagine di quel libro, un ritmo incalzante che ti porta ad
andare avanti. Nel libro, se non si sapesse che è scritto da due persone,
non si capirebbe. Infatti non crea distacco, assolutamente, ma
continuazione. Cambi di stile, ma voluti dallo scrittore (se fosse stato uno
solo).
Posso solo fare i miei più sinceri complimenti. Il libro è stupendo. |
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